Le opere dei demoni. Michele Psello. Sellerio, 1989.

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Descrizione

Sellerio (La diagonale 34); 1989; Noisbn; Copertina flessibile con risvolti; 21 x 15 cm; pp. 81; Traduzione di P. Pizzari. ; leggeri segni d’uso alla copertina, interno ottimo; Molto buono (come da foto). ; Parlando della filosofia « ultramondana » che ha dominato l’Occidente (il cercare la realtà vera, il vero bene fuori dalle cose di questo mondo) lo storico delle idee Arthur Lovejoy ha osservato che un’ambiguità la agita: il fatto che l’Idea di Bene, il Sommo Bene, ineffabile e autosufficiente, per essere il fondamento e la spiegazione ultima delle cose, deve essere anche Somma Bontà. Sarebbe quindi dualistica l’idea di Dio. Da un lato un Dio immutabile e assolutamente libero; dall’altro un Dio creatore che sceglie e determina la natura del mondo. E questo Dio ha scelto questo mondo come il migliore dei possibili, con ciò non libero di farne uno di migliore? Oppure libero di farne uno migliore, ha scelto questo con ciò creando anche il Male? Questa contraddizione è al centro dei dibattiti del Medioevo, e della divisione dell’eresia dall’ortodossia; e da questo muove la cura spasmodica di filosofi e teologi nel descrivere la grande catena dell’Essere, le sfere digradanti che da Dio portano al Mondo e al Male, gli esseri sublimi e intermedi, quelli della natura, e i demoni in cui s’incarna il Male. Il trattato sui demoni di Michele Psello, filosofo di Bisanzio dell’xI secolo, è forse il più completo e noto del Medioevo, e contiene « scoperte » e ipotesi di storia naturale del demonio a cui, sino all’età moderna, hanno attinto le trattazioni sull’argomento. ;

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