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Le Consolazioni. A Marcia. Alla madre Elvia. A Polibio. Seneca Lucio Anneo. Bur, 1987.

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Bur (Classici latini L607.); 1987; 9788817166072; Copertina flessibile ; 18 x 11 cm; pp. 246; Introduzione, traduzione e note di Alfonso Traina.; Presenta minimi segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno senza scritte, lievemente brunito; Buono, (come da foto). ; Dominare il dolore, difendersi dalle angosce, controllare le frustrazioni della vita: sono problemi antichi quanto l’uomo, che il pensiero classico non cessò di meditare, nel solco di una cultura ispirata alla fede nella ragione e nella parola. Di «arte del non soffrire » trattarono i sofisti; e di qui nacque il genere letterario della « consolatio », che al potere persuasivo della retorica affidò il compito di far presa sull’animo stremato dalla sventura. Le tre « Consolazioni » di Seneca costituiscono i primi esemplari del genere totalmente conservati. Due di esse fra cui quella, bellissima, destinata alla madre furono scritte dal filosofo tra il 41 e il 49, gli anni consumati nell’isolamento amaro dell’esilio. Con la suggestione inconfondibile del suo stile Seneca ci parla del dolore e della morte, dell’infinito e del mistero; egli conosce la tenerezza degli affetti, i cedimenti della volontà, le insidie della solitudine; e insieme si leva alla contemplazione commossa della natura e del cosmo, riconoscendovi il segno di una ragione suprema ai cui ritmi segreti si accorda il destino mortale dell’uomo. Documenti di alta letteratura, le «Consolazioni» recano l’impronta della sensibilità di uno scrittore che come pochi altri seppe penetrare ed esprimere i drammi esistenziali. A comprenderne gli aspetti del pensiero e le raffinate articolazioni dello stile guida la ricca e interessante prefazione di Alfonso Traina che ha curato anche la splendida traduzione. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.