La strada per Roma. Paolo Volponi. Einaudi, 1991.
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Einaudi ; 1991; 9788806122799; Rilegato con sovracoperta ; 22 x 14,5 cm; pp. 306; Prima edizione ; Leggeri segni d’uso alla sovracopertina, interno ottimo; Buono (come da foto). ;Sembrava che nessuno avesse saputo raccontare l’Italia torbida e innocente degli anni che segnano il trapasso dal dopoguerra al miracolo economico. L’aveva fatto, invece, Paolo Volponi, ma cosí tempestivamente e con tanta generosa bravura da sentirsi come sbilanciato in avanti e da scegliere dunque d’istinto una lunga pausa, un silenzioso rinvio al futuro. Rimasto inedito per quasi trent’anni e rivelato ora in una versione che ne realizza al meglio l’intatta progettualità, questo straordinario «romanzo di formazione» traccia con classica serenità compositiva e al tempo stesso con febbrile, convulsa inquietudine testimoniale la storia di un giovane che vive il proprio sofferto distacco dall’età dell’irresponsabilità e dei miti come illusoria scoperta di un «mo-dello di sviluppo» capace di affrancare insieme il suo destino e quello della società. Svincolandosi, o credendo di svincolarsi, dall’abbraccio dolcissimo e micidiale della piccola città in cui è nato e che anche da lontano continua a sedurlo con la perfetta utopia del suo passato, egli finirà con l’imboccare «la strada per Roma». Ma nel suo partire e tornare e ripartire, nel suo giocare un po’ ingenuo e un po’ cinico fra vocazione e attesa, persino nell’intrico non di rado nevrotico o rabbioso delle sue amicizie e dei suoi amori, c’è un’ambiguità tragica che riflette e proietta sul piano di un’esperienza assolutamente individuale e gloriosamente «romanzesca » le occasioni mancate, gli errori, il pervertimento degli ideali e dei bisogni da cui comincia in quegli anni il drammatico sperpero della nostra storia civile. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.





