La storia segreta dell’impero americano. Corruttori, sciacalli e sicari dell’economia. Perkins John. Beat, 2013.
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Beat (Biblioteca editori associati di tascabili 111.); 2013; 9788865591673 ; Copertina flessibile ; 19,5 x 12,5 cm; pp. 386; Traduzione di Giuliana Lupi.; Presenta segni d’uso, dorso con segni di lettura, interno senza scritte (solo una firma alla terza di copertina), volume lievemente brunito, senza scritte; Accettabile (come da foto). ; Con questa documentatissima inchiesta John Perkins si conferma uno degli osservatori più acuti e lucidi della globalizzazione. Analizzando quattro zone calde del pianeta Asia, America Latina, Medio Oriente e Africa grazie alle testimonianze di collaboratori pentiti delle multinazionali, attivisti, politici e vittime dello sfruttamento, Perkins denuncia le responsabilità del governo americano e degli organismi finanziari internazionali nel creare una crisi della quale beneficiano soltanto pochi privilegiati. Ma se la corruzione, la rapacità, l’ingiustizia sono ormai pratiche dominanti, le storie di chi le combatte dimostrano che c’è spazio anche per immaginare un pianeta diverso. «Poiché siamo stati noi a creare i nostri problemi, sostiene l’autore, possiamo anche risolverli». La storia segreta dell’impero americano è un libro allarmante ma non privo di speranza, dedicato a quanti si impegnano a costruire un mondo stabile, sostenibile e pacifico». «….ha niente a che fare con la democrazia, o con la difesa di un popolo vittima di Hitler. Voi torturate, mentite e rubate per il petrolio…» Si mise la mano con cui reggeva la sigaretta, la destra, sul cuore. «Provo simpatia per gli ebrei d’Israele. Davvero. Non sono palestinese, perciò posso simpatizzare con loro. Suppongo che li ucciderei in battaglia, se cercassero di allargare le loro frontiere in Turchia, ma non ce l’ho con loro. Sono come pecore mandate davanti agli eserciti. Scudi. Siete voi americani quelli da biasimare. Incoraggiate gli ebrei a sacrificare le loro famiglie, mentre le vostre corporation pompano petrolio. Gli ebrei sono i vostri cani da guardia. Gli date le testate nucleari perché possano tenere sottomessi noi musulmani. Finanziate il loro esercito. I palestinesi non hanno un esercito, soltanto qualche patriota. Non hanno un governo, né una terra in cui vivere. «Per voi, Israele è uno strumento di dominio, di controllo del petrolio. Per gli ebrei è un sogno che si dimostrerà illusorio. Per i palestinesi è la patria, una patria che sono stati costretti ad abbandonare. Per gli arabi è una fortezza nemica costruita su terre arabe. Per i musulmani di tutto il mondo è un insulto, un’umiliazione, un motivo per odiarvi» p. 234. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita.






