La speculazione edilizia. Italo Calvino. Einaudi, 1973.
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Einaudi (Nuovi Coralli 46); 1973; Noisbn; Copertina flessibile ; 19,5 x 11,5 cm; pp. 138; ; nome a biro alla prima pagina bianca e firma di proprietà al frontespizio, leggeri segni d’uso alla copertina, interno buono; Buono (come da foto). ; Nella Speculazione edilizia, Calvino ha rappresentato il boom economico dell’Italia settentrionale degli anni ’50 nella sua espressione piú vistosa e rappresentativa: il cambiamento del paesaggio della Riviera ligure sotto l’ondata delle costruzioni di casamenti per la media borghesia delle città industriali che ha come prima rivendicazione di benessere l'”appartamento al mare”. Sotto le colate di cemento della nuova belle époque di massa scompaiono le ville della belle époque principio di secolo. Alla borghesia tradizionale che le abitava, ora in crisi e costretta a vendere (come il protagonista della storia, un intellettuale che s’imbarca in un incerto affare di costruzione edile, piú che altro per la smania d’imporre a se stesso un comportamento “economico” in contrasto con la sua vera natura ed educazione), succede tutto un nuovo mondo di piccoli affari e intrighi e cinismo. Questo mondo è rappresentato nel racconto dal personaggio dell’imprenditore edile Caisotti che pare impersonare le componenti tipiche di un’umanità approssimata moralmente e socialmente, che vive alla giornata fra un protesto cambiario, una citazione in tribunale, e un colpo occasionale di fortuna. Tutto quel che rimane di dolcemente floreale e autobiografico, nella narrazione di Calvino, trova il suo potente e consistente contrappasso in questo personaggio sempre in bilico fra l’imbroglio, la trama del sottogoverno, il fallimento fraudolento, e la scena straziante e melodrammatica di pietà ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.








