La palazzina di Stupinigi. AA. VV.. Allemandi, 2007.

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Allemandi (Le grandi residenze sabaude); 2007; 9788842215882; Rilegato con titoli al piatto e dorso; 34,5 x 25 cm; pp. 79; A cura di C. E. Spantigati, E. Ballaira, A. M. Bava. Volume illustrato a col. e b./n. Numerose fotografie.; Presenta minimi segni d’uso, interno senza scritte; Molto buono, (come da foto). ; Siamo per far vedere, come in questa età uno n’è fiorito tra gli altri, che nella prontezza, e feracità delle invenzioni superò forte i trapassati […]. E fece poi il Palazzo di Stupinigi, destinato alle cacce, con bizzarro Salone, che ha otto camini; essendovi quattro Appartamenti in croce per li Principi; laterali al Palazzo alloggi per li Cavalieri, e per li Uffiziali di caccia e Cacciatori, con ampie stalle, canile, e quanto può occorrere. Scipione Maffei, Elogio del signor abate D. Filippo Juvara Architetto I taccuini di Juvarra ci presentano il progetto di un padiglione di caccia al tempo stesso classico, teatrale e perfettamente fuso con il parco circostante. Da questi schizzi nacque la Palazzina di Caccia di Stupinigi, un edificio allo stesso tempo calibrato e capriccioso che anticipa il maturo Settecento dando forma al suo crescente desiderio di vita in villa. Le anime e i volti di Stupinigi sono molti; esso è prima di tutto un edificio di nuova concezione che abbandona gli apparati seicenteschi per scandagliare il nascente gusto settecentesco. Ma è anche fusione di natura e architettura, rifugio all’aria aperta capace di coniugare la stravaganza delle forme e l’ornato dei decori con la geometria del progetto. Infine Stupinigi è il suo giardino e il parco che la circonda, uno dei più spettacolari esempi di arte del giardinaggio. Sublime e naturale, l’idea di Juvarra viene rispettata dai successivi cantieri e si compone anche negli interni, equamente dominati dalla pittura e dall’architettura degli artisti che ci lavorarono e seppero dare molteplici forme alla caccia e al mito di Diana, il filo conduttore decorativo che si dipana attraverso le stanze e raggiunge il suo apice nello scenografico Salone Centrale. Dagli affreschi dei fratelli Valeriani, di Crosato e Van Loo alle cacce di Cignaroli, dalle decorazioni di Pozzo e Crivelli agli arredi di Piffetti fino alle sculture di Bernero, l’occhio viene catturato dalle infinite bellezze che sono racchiuse in quest’isola ideale sospesa tra Arcadia e Illuminismo. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381