La natura morta. Storia, artisti, opere. Bortolotti Luca. Giunti, 2007.
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Giunti; 2007; 9788809023307; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta ; 27,5 x 24 cm; pp. 191; A cura di Bortolotti Luca. Volume illustrato a col.; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi della sovracoperta (piccole imperfezioni), interno senza scritte; Buono (come da foto). ; Il termine “natura morta” nasce nel XVIII secolo nel segno della polemica e dell’opposizione: è la pittura considerata con sufficienza “minore”, la pittura che si concentra su un limone o una brocca, o un mazzo di fiori, contrapposta all’arte “vera” che ha per oggetto la vita e la storia, l’umano e il divino. La polemica sull’uso del termine “natura morta” risale a molti decenni fa, ma oggi il genere è ben consolidato nel mercato artistico europeo. In Italia, la definizione “natura morta” ha avuto grande successo, soppiantando altre espressioni. Nei Paesi Bassi, in Germania e in Inghilterra si preferiscono termini che sottolineano l’immobilità degli oggetti rappresentati: “Still-leven”, “Still-leben”, “Still-life”. Esempi di nature morte esistono già nell’epoca romana, e anche nella pittura gotica italiana, provenzale e fiamminga, spesso come dettagli all’interno di opere con altri soggetti. Ma è solo con il Cinquecento che questa tipologia di soggetti acquista una vera autonomia, fino a definirsi come genere e ad affermarsi soprattutto in Italia, in Germania, in Spagna e nei Paesi Bassi. Il secolo d’oro della natura morta è il Seicento, il suo paese di elezione l’Olanda: è nelle borghesi e opulente Province del Nord che i quadri con fiori, tavole imbandite, vasellame, cacciagione raggiungono nel XVII secolo i vertici dell’artificio illusionistico, trovando un pubblico e una gran diffusione. La natura morta è un ambito ben testimoniato nei musei di tutto il mondo; ha coinvolto artisti oscuri e maestri indiscussi (Arcimboldi, Caravaggio, Brueghel dei Velluti, Baschenis, Zurbarán, Rembrandt, Chardin, Monet, Van Gogh, Cézanne, fino a Morandi e a Warhol, per citarne solo alcuni). ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.








