La macchina mondiale. Volponi Paolo. Garzanti, 1965.

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Garzanti (Romanzi moderni); 1965; Noisbn; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 20 x 14 cm; pp. 276; Prima edizione (marzo 1965). ; Presenta segni d’uso alla sovracoperta, volume saldo, piccolo segno a biro alla prima pag. bianca, interno senza scritte, lievemente brunito; Accettabile (come da foto). ; In questi anni si discute della mancanza, nella narrativa, di personaggi che possano rappresentare la nostra tensione di umanità, pur con le nuove esigenze di una struttura romanzesca non consueta e scontata; come han tentato di fare Grass o Robbe-Grillet. Volponi ce ne presenta uno straordinario e inatteso; che parla in prima persona in questo romanzo chiarissimo e aggrovigliato, puro e crudele, distendendosi a poco a poco nella sua storia di passioni. È un uomo «ambiguo», simbolo dei contrasti che ci impediscono di essere veri; come lo era già l’Albino del Memoriale, l’altro romanzo fortissimo e più aspro di Volponi. Il protagonista Anteo Crocioni non è in alcun modo un pazzo; è un filosofo-contadino, e un ribelle, come a ciascuno può essere accaduto d’incontrarne (e accadde a Croce di apprezzare i trattati di un uomo di tal genere). Vive e lavora nella campagna di Urbino e ama la vita della campagna; ma conosce tutte le assurdità di ogni vecchia realtà sociale. Ed egli stesso è, nei rapporti familiari, brutale o ingiusto o inquieto. Intanto elabora mentalmente e scrive e immagina e riferisce anche di un trattato di pensiero scientifico; dove ingenuamente, ma con una certa esattezza, raffigura una civiltà tecnologica di là da venire. Essa potrebbe o dovrebbe realizzare compiutamente l’uomo, che, creato dagli dèi capace di tutto, è rimasto mostruoso, senza saper creare ancora un se stesso di cui non vergognarsi. Questo filone utopistico si lega continuamente alla stessa esperienza diretta del personaggio; e si hanno così le tortuose e nitide e amarissime svolte della sua storia ». L’infanticidio disperato e oscuro della moglie, che fuggita a far da domestica presso un funzionario di Roma è rimasta incinta in un incontro col marito che l’ha ritrovata e perseguitata, è uno fra i culmini significativi del romanzo, che esclude sia la compiacenza delle trovate di stile sia la linea comoda del racconto diretto di costume o d’intrigo, per trovare un’alta drammaticità e darci un’immagine appassionata delle ansie della cultura e della vita contemporanea. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.