La città contesa. Dagli ingegneri sanitari agli urbanisti (1885-1942). Guido Zucconi. Jaca Book, 1999.
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Jaca Book (Di fronte e attraverso 511); 1999; 9788816405110; Copertina flessibile ; 23 x 15 cm; pp. 194; Seconda edizione. 27 tavole b/n fuori testo.; leggeri segni d’uso alla copertina, interno ottimo, volume lievemente brunito; Molto buono (come da foto). ; Il testo ricostruisce i confini tra quegli specialisti che, nel periodo 1885-1942, rivendicano la propria supremazia tecnico-scientifica sui problemi della città. I primi ad avanzare la propria candidatura saranno i tecnici di formazione medica: gli esperti di igiene pubblica e gli ingegneri sanitari. Sarà poi la volta dei giuristi, dei sociologi, degli economisti. Alle tabelle, ai grafici e alle statisti che comparate, i cultori dell’architettura opporrano studi sui monumenti, sulla forma urbis originaria. Sarà merito della «scuola romana», e in particolare di Gustavo Giovannoni, aver distillato dalle file dei cultori una figura credibile di specialista: l’architetto. Tra il 1920 e il 1942 gli architetti otterranno una serie di risultati atti a rivendicare il loro primato sui problemi della città fino alla legge urbanistica generale (1942), che riconosce agli architetti (e agli ingegneri) il diritto esclusivo di disegnare il piano regolatore generale. Ma la legge non dirime del tutto la que stione: cinquanta e più anni hanno sedimentato figure di funzionari e apparati tecnico-burocratici nella struttura pubblica; si tratta delle Sovrintendenze at monumenti, degli Istituti autonomi case popolari, degli Uffici di igiene e di altri apparati che svolgono una funzione importante nell’analisi, nel controllo e nella trasformazione della compagine urbana. Agli architetti-urbanisti spetterà la leadership ufficiale: nelle «storie dell’urbanistica» del dopoguerra non si parlerà di conflitti, la supremazia dell’architetto sarà presentata come «dato naturale».; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.







