L’ immagine di Ulisse. Mito e archeologia. Bernard Andreae. Einaudi, 1983.

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Einaudi (Saggi 661); 1983; 8806056670; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 22 x 17 cm; pp. XXV-206; Traduzione di Giorgio Bejor. Prima edizione. Volume illustrato in b./n. con 137 fig. fuori testo.; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno fresco e senza scritte; Buono (come da foto). ; I poemi di Omero nelle straordinarie rappresentazioni figurative che ne hanno dato gli artisti greci e romani; il resoconto di suggestivi scavi subacquei; nuove proposte di ricostruzione e di datazione di gruppi scultorei celebri come il Lao-coonte: questi i tratti essenziali di un libro che rimette in discussione importanti aspetti della storia dell’arte antica. Le origini del lavoro di Andreae, una ricostruzione per via archeologica della genesi e della storia del mito di Ulisse, risalgono alla sensazionale scoperta dell’«Odissea in marmo», avvenuta a Sperlonga venticinque anni fa. Sulla scorta di quell’evento eccezionale, Andreae avviò la sua indagine chiamando via via sculture, mosaici, pitture vascolari e affreschi dell’antichità a testimoniare delle interpretazioni figurative date, nel tempo, del mito di Ulisse. Rappresentazioni anche assai diverse tra loro, ma tutte concordi nell’identificare e secondo l’autore nel proporre Ulisse come la quintessenza dell’uomo moderno. Questi il significato della figura di Ulisse e la ragione della sua pressoché ininterrotta «fortuna». Questo anche il senso ultimo del libro di Andreae: una lettura costellata di momenti emozionanti quali la ricostruzione del gruppo di Efeso come decorazione frontonale, frutto di un lavoro di vera e propria archeologia investigativa, o, ancora, il racconto degli scavi tutt’ora in corso a Baia: un’occasione rara per vedere in concreto il modo di lavorare dell’archeologo. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.