Imperatori di Bisanzio. (Cronografia). Volume I (Libri I-VI 75). Volume II (Libri VI 76-VII). Psello Michelle. Lorenzo Valla, 1984.
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Lorenzo Valla / Arnoldo Mondadori (Scrittori greci e latini); 1984; Noisbn; 2 volumi; Rilegati con sovracoperta in custodia; 20,5 × 13,5 cm; pp. XLVI-408, 478; Introduzione di Dario Del Corno. Testo critico a cura di Salvatore Impellizzeri. Commento di Ugo Criscuolo. Traduzione di Silvia Ronchey. Testo greco a fronte; Presentano minimi segni d’uso e del tempo, interno fresco, senza scritte; Molto buono (come da foto); Gli Italiani ignorano la vastità e la ricchezza della letteratura bizantina. Dopo aver pubblicato il «corpus» La caduta di Costantinopoli, la collana della Fondazione Valla presenta ai suoi lettori l’abbagliante e sinistro capolavoro fiorito nel cuore dell’XI secolo, tra i palazzi di Bisanzio: la Cronografia di Michele Psello, una rassegna di biografie imperiali. Avvocato, funzionario della cancelleria imperiale, segretario dell’imperatore, maestro di filosofia (insegnava tutto lo scibile umano), monaco, capo del senato, primo ministro; dotato di una prodigiosa e poliedrica cultura, di una curiosità e di una versatilità inesauste, di una conversazione incantevole, di un’intelligenza senza pari; orgoglioso, ambiziosissimo, capace di incarnare tutte le personalità e tutti gli aspetti, infido, bugiardo, vaniloquente, colorato e screziato come le più ambigue creature marine: così proteiforme, Psello riuscì nelle sue pagine (ciò che sembra impossibile) a fondere la severità di Tucidide con il grandioso e futile pettegolezzo di Saint-Simon. Nel suo mondo morale non c’è cielo. Malgrado le professioni di pietà cristiana, tutto si concentra su questa terra; e l’unico luogo degno del suo sguardo visionario e spietato è il trono imperiale: che eccita nell’uomo lo smisurato desiderio di possesso, la crudeltà, l’invidia o la più incredibile frivolezza. Il suo genio psicologico lo accosta ai massimi romanzieri di ogni tempo: Psello conosce i pensieri più segreti dei suoi personaggi, quelli che essi non rivelano nemmeno a sé stessi; e li rappresenta non nella fissità del carattere, ma nella mobilità dei gesti. Egli vede tutto: sentimenti, vizi, turpitudini, malattie, follie erotiche, sfinimenti mortali dei corpi, sopra i quali si spalanca il suo occhio vorace e crudele. Una volta richiuso questo libro meraviglioso, presentato e tradotto con sicuro talento, il lettore ha l’impressione di aver attraversato tutta la fosca tragedia e la ridicola farsa della vita umana, leggendo parole al tempo stesso incise nel marmo e stampate sul più fuggevole dei gazzettini di corte.; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381








