Il regno dei demoni, panorama del Terzo Reich. Niekisch Ernst. Feltrinelli, 1959.
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Feltrinelli (I fatti e le idee 16); 1959; Noisbn; Rilegato in tela con titoli al dorso, sovracoperta; 22,5 x 15 cm; pp. XX-524; Traduzione di Saba Sardi. Prima edizione. ; Presenta severi segni d’uso e del tempo alla sovracoperta (senza mancanze), interno senza scritte, volume saldo, molto brunito; Accettabile (come da foto). ; I pochi intellettuali tedeschi che avversavano il nazismo poterono salvare la vita e la coscienza solo a prezzo dell’esilio. Gli altri, quelli che restarono in Germania, dovettero inchinarsi alla ideologia dominante, fosse, la loro, paura, rassegnazione o ben calcolato opportunismo. Entro i confini del Terzo Reich qualsiasi forma di opposizione era impensabile e veniva guardata, là e fuori, come una follia suicida. Dal gregge dei chierici traditori (alcuni avevano tradito due, tre volte) si staccano pochissime figure, qualche nome: Niemöller, il pastore protestante che sconfessò il culto di Hitler, Fr. G. Jünger, il poeta, Harnack, Niekisch. Niekisch! Durante Weimar era stato deputato, aveva svolto attivo lavoro sindacale, e fondato una rivista di cultura, “Wiederstand”, che una volta al potere il nazismo esitò a sopprimere, tanto era il seguito che il suo fondatore e direttore aveva raccolto fra gli intellettuali “nazionalbolscevichi.” Un uomo attivo, uno scrittore immerso sino al collo nella realtà, un agitatore politico abituato a lavorare in una comunità di idee e di programmi, a lottare scopertamente contro gli avversari: il nazismo lo condannò all’isolamento. Una condanna forse piú dura, certo piú esasperante di quella all’ergastolo che gli venne inflitta nel 1939, dopo due anni di istruttoria; e di carcere, naturalmente! Il polemista battagliero e brillante, l’uomo tutto di un pezzo vide farsi attorno a sé il vuoto: gli onesti tacevano, i migliori ingegni se ne andavano, gli altri, i rifiuti, la canaglia, il tritume di una cultura in pezzi, arrotondavano le entrate col salario della spia. Ancora nel 1934 Niekisch ha il coraggio, la pretesa folle ed eroica di gettare la sfida alla Gestapo e ai suoi sicofanti, e pubblica le poesie dell’antinazista Jünger. Nel 1935 pone mano al Regno dei demoni: vuole essere lo storico segreto dell’impero hitleriano e delle sue gesta criminose, ma in realtà è un veggente che scopre, dietro il successo e la potenza, corruzione, morte e rovina. Sa, scrivendo il libro, di gettarsi allo sbaraglio, ma c’è in lui la rocciosa fermezza di un profeta biblico. Non teme nulla; vedrà la fine dei suoi nemici. Nel 1937 trovano una copia manoscritta dell’opera nella cassaforte di una banca. La condanna, Niekisch se l’è scritta di suo pugno: è l’arresto e l’ergastolo. Nel 1945 davanti allo scrittore devastato dalle sofferenze, ormai quasi cieco, si aprono le porte del carcere: la Germania è un immenso cimitero. Qualche superstite, nessuna coscienza; Niekisch si rimette al lavoro. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita.








