Il quinto angolo. Israil M. Metter. Einaudi, 1992.

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Einaudi; 1992; 9788806129439 ; rilegato con sovracopertina ; 22,5×14 cm; pp. 187; A cura di A. Raffetto; minimi segni d’uso alla sovracopertina, interno buono; Molto buono (come da foto). ; Novella della memoria e della colpa, II quinto angolo fu scritto piú di vent’anni fa, ma è stato pubblicato solo all’inizio dell’89 per ragioni di opportunità politica: in uno stile densamente lirico, che alterna ironia a commozione, l’autore rievoca la travagliata esistenza di un «uomo superfluo», destinato da un particolare modo di essere e di sentire a un ruolo marginale nella società in cui vive. La narrazione frammentaria prende lo spunto da uno scambio epistolare con una sconosciuta di Samarcanda per rievocare momenti diversi, ma tutti egualmente significativi, nell’esistenza di chi, in un mondo improntato a valori collettivistici, ha sempre preteso di essere considerato una «persona», unica e irripetibile. Attraverso le fasi alterne di appuntamenti mancati con il destino emergono quasi per naturale lievitazione della verità storica fatti, situazioni, atmosfere di cinquant’anni di vita sovietica: le vicende di una modesta famiglia ebrea nella Char’kov degli anni Venti; la realtà sociale delle lontane province degli Urali; il paradigma delle persecuzioni staliniane nella vita e morte del professor Golovanov; la vertiginosa ascesa dell’attore Astachov che in teatro interpreta il ruolo di Stalin; l’ordinata esistenza di Keša Valdaev, funzionario dell’Nkvd, immagine della banalità del male. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.