Il ponte di Londra. Louis Ferdinand Celine. Einaudi, 1971.

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Einaudi; 1971; no isbn ; Rilegato con sovracoperta; 12,5 x 14,5 cm; pp. 335; Traduzione di Gianni Celati, L. Gabellone; imperfezioni, macchiette e segni d’uso alla sovracopertina, interno buono; Accettabile, (come da foto). ; Scritto nel periodo 1937-44, e pubblicato postumo nel 1964, Le Pont de Londres è uno dei romanzi narrativamente piú allegri di Céline. C’è, in sottofondo e in antefatto, l’eterno trauma psicofisico del personaggio céliniano: semiinvalido di guerra, travolto in loschi ambienti e avventure, continuamente minacciato e quasi derubato della propria esistenza, esposto ai pericoli della sua curiosità insaziabile. Ma questo quadro psicologico è autoironizzato, teatralizzato: è un elemento del ritmo narrativo. L’azione si svolge a Londra negli anni della prima guerra mondiale. Il protagonista, reduce da qualche esperienza un po’ azzardata nell’ambiente della malavita, mezzo tramortito dalla paura della polizia e insieme da quella di essere recuperato nel giro (di prostitute, protetto-ri, trafficanti vari disposti a tutto), approda presso un colonnello per partecipare ad un allucinante concorso bandito dalle autorità militari inglesi per la messa a punto del migliore sistema di protezione contro i gas asfissianti; si insedia in casa sua al seguito di una sorta di mago improvvisato che alterna alle ricerche sui gas esperimenti di invasamento mistico, danza e levitazione sulla scorta dei testi esoterici dell’India. La nipote del colonnello, Virginia, è un’adolescente quasi bambina; fa innamorare Ferdinand, che ne fa un’immagine estatica di innocenza. Ma, in occasione di una sortita in città, rispuntano le vecchie conoscenze: è l’orrida prostituta Bigoudi che incanta Virginia con le sue carezze: e Ferdinand assiste folle di gelosia e di complicità, comicamente stravolto dall’ambiguità del proprio turbamento… ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita.