Il ponte della barca – Il ponte dei sogni. Murasaki Shikibu. Bompiani, 1981.

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Bompiani (Nuovo Portico); 1981; Noisbn; Copertina flessibile con risvolti ; 20,5 x 12 cm; pp. 473; Traduzione di P. Jahier. Prima edizione. ; segni d’uso e del tempo alla copertina, interno buono, volume lievemente brunito; Accettabile (come da foto). ; Il Genji monogatari di Murasaki Shikibu, massimo capolavoro della letteratura giapponese, è un raffinato romanzo psicologico il cui fascino sopravvive intatto dopo quasi mille anni. Unitario per le qualità dello stile, esso contiene in realtà due romanzi. Il primo racconta la storia del principe Genji, il secondo le vicende di due suoi discendenti, il nipote Niou e il presunto figlio Kaoru. In questa seconda parte, autonoma, che leggiamo sotto i titoli La signora della barca e Il ponte dei sogni, Murasaki tocca una stupefacente profondità di analisi. La poesia dei sentimenti più segreti inscena qui con lucidità e delicatezza tutte le commedie e i melodrammi dell’erotismo. Il lettore occidentale in cerca di paragoni pensa non soltanto ai romantici Emily Brontë e Amiel, ma a Proust e a Musil; perché la narratrice, con la sua squisita maniera al tempo stesso reticente e loquace, gli consente di stare dalla parte nascosta e inconscia dei personaggi, mentre assiste ai loro comportamenti e ascolta i loro dialoghi. Dei due protagonisti maschili, Niou frivolo-sensuale, sfrontato e penetrante, Kaoru frigidamente contorto, scrupoloso e irresoluto, è certamente quest’ultimo il vero eroe negativo della narrazione. Kaoru è spiritualmente il nobile “senza qualità”, l’uomo dominato da una costrizione ossessiva e fallimentare. Ma sono soprattutto le protagoniste femminili a suscitare il talento analitico di Murasaki. Le tre sorelle Agemaki, Kozeri e Ukifune, figlie del vecchio principe Haci caduto in disgrazia, amate da Kaoru e Niou in un intreccio di equivoci e di inganni, impersonano tre figurazioni diverse di una donna unica e simbolicamente inafferrabile. Anche il luogo dove si svolgono gli eventi decisivi del romanzo, il piccolo villaggio di Uji circondato dai monti, esercita una malinconica e potente suggestione. È un luogo reale, desolato e pittoresco, e insieme è un archetipo del Tempo: il luogo dove la giovinezza diventa passato e il passato ritorna, lasciando in sospeso il tema inesauribile del romanzo.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.