Descrizione
Einaudi (Nuovi Coralli 114); 1975; Noisbn; Copertina flessibile ; 19,5 x 11,5 cm; pp. 61; Prima edizione. ; leggeri segni d’uso e del tempo alla copertina, interno ottimo; Buono (come da foto). ; Il padre selvaggio è qualcosa a mezza strada tra il racconto e la sceneggiatura. Pasolini lo scrisse per un film che non ha realizzato. È la storia di una educazione alla vita o, se vogliamo, della scoperta della propria identità da parte di un ragazzo negro, Davidson ‘Ngibuini: un adolescente come tanti altri, che venuti dalle tribú lontane vivono e studiano tra i cortili e le baracche-dormitorio della scuola di Kado, in Africa. Ogni classe ha il suo insegnante, e anche Davidson e i suoi compagni – Idris, Paolino, ‘Ngomu – hanno il loro. Gran parte del racconto è proprio la storia dei rapporti difficili, passionali, tra il professore bianco e i suoi scolari. Sullo sfondo si agitano inquieti i fantasmi del neo colonialismo, tra truppe mercenarie, campi di concentramento per tribú negre, villaggi in preda ad uno spaventoso decadimento. Davidson e i suoi coetanei, con il loro povero bagaglio di conoscenze, intuiscono confusamente l’intrico di questa orribile situazione di sfruttamento e di morte: non sanno ancora se immergervisi o se assistere al turbine del disordine e della violenza come spettatori, come estranei. Dopo le vacanze – una parentesi che lo ha immesso di colpo nel magma delle contraddizioni della sua gente – Davidson torna a scuola: ma per lui non è piú come prima. Una lacerazione si è aperta in lui: la ferita è il prodotto del contrasto tra storia e preistoria, tra natura e «civiltà»: ma è con questa ferita che Davidson ha acquistato «un duro sentimento di passione razionale»: sul suo viso si è aperto «un fosco, innocente sorriso» ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.





