Il mito virtuista e la letteratura immorale. Vilfredo Pareto. Liberlibri, 2011.
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Liberlibri (Ocche del Campidoglio.); 2011; 9788895481777; Copertina flessibile con risvolti ; 19,5 x 12 cm; pp. 210; Introduzione di Franco Debenedetti.; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno con sottilineature a matita (circa 10 pagine); Accettabile (come da foto). ; Mentre attendeva nell'”eremo” di Céligny alla sua opera più ponderosa e sistematica, il Trattato di sociologia generale, Pareto metteva mano al “trattatello” Le mythe vertuïste et la littérature immorale (Paris 1911), che fu tradotto con notevoli integrazioni e pubblicato in Italia nel 1914. Questa succosa e incalzante analisi condensa in modo esemplare l’anima profondamente liberale e libertaria di Pareto, e mette a nudo le tante ipocrisie che si nascondono dietro ogni moralismo proibizionista che, oggi come un secolo fa – in nome di una presunta igiene fisica e morale collettiva -, pretende di vietare irrinunciabili diritti personali dell’individuo. Si può leggerlo in due modi, Il mito virtuista. Si può prenderlo come l’opera letteraria di un uomo singolare: logico e passionale, preciso e fantasioso, ironico e caustico, coltissimo di storia e attento alla cronaca. Senza curarsi troppo di dimostrazioni e tassonomie, gustarsi esempi e citazioni, senza voler cogliere l’architettura complessiva, seguirlo su per le scale ripide della sua indignazione e nei saloni sontuosi della sua cultura. È il suo procedimento […] Oppure si può leggere il libro come l’applicazione ad un fatto particolare dei costrutti logici, “residui” e “derivazioni”, su cui si basa il suo opus magnum, una sorta di intermezzo in quel ventennale impegno. (Dall’Introduzione di Franco Debenedetti) ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.







