Il manoscritto di Brodie. Jorge Luis Borges. Adelphi, 1999.
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Adelphi (Biblioteca Adelphi, 374); 1999; 9788845914492; Copertina flessibile con risvolti ; 22 x 14 cm; pp. 130; Traduzione di Lucia Lorenzini A cura di Antonio Melis. Prima edizione nella collana.; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi, interno senza scritte; Buono (come da foto). ; Due fratelli, violenti e solitari, vivono chiusi nel cerchio di un rapporto esclusivo. Quando scoprono di essere innamorati della stessa donna, non esitano a sbarazzarsi di lei e di un sentimento che li umilia per tornare alla loro vecchia vita di uomini tra uomini. Con questo laconico capolavoro, L’intrusa, si apre la raccolta di racconti (ingannevolmente) «lineari» e «realisti» che un Borges ormai settantenne volle scrivere all’insegna del giovane Kipling. Racconti popolati di guappi sfrontati, cuchilleros, picchiatori di partito, armi che tornano a colpire dopo la morte dei loro gauchos (perché nel ferro «dormiva e stava in agguato un rancore umano»), contadini di ancestrale ferinità, sanguinosi duelli post mortem e delicati duelli intellettuali – capaci, sempre, di bruciare in un breve attimo di verità la vita di un uomo –, e insieme segretamente intessuti dei simboli e dei motivi ben noti ai lettori di Borges: come nello swiftiano racconto che dà il titolo alla raccolta, dove il rapporto di un missionario scozzese ci proietta nel paradossale mondo degli Yahoos. «L’età ormai avanzata» dice del resto l’autore nel Prologo «mi ha insegnato la rassegnazione di essere Borges». Prologo. L’intrusa. L’indegno. Storia di Rosendo Juárez. L’incontro. Juan Muraña. La signora anziana. Il duello. L’altro duello. Guayaquil. Il Vangelo secondo Marco. Il manoscritto di Brodie. Nota al testo. Il «realismo» di Borges di Antonio Melis ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.








