Il Cristo vol. I. Testi teologici e spirituali dal I al IV secolo. Orbe Antonio (a cura di). Lorenzo Valla, 1985.

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Lorenzo Valla / Arnoldo Mondadori (Scrittori greci e latini); 1985; Noisbn; Rilegato con sovracoperta; 20,5 × 13,5 cm; pp. XCIX-434; A cura Orbe Antonio; Testo greco a fronte; Presenta minimi segni d’uso alla sovracoperta, interno senza scritte, lievemente brunito, lievissime fioriture al taglio superiore; Molto buono (come da foto); Sotto il titolo Il Cristo, la Fondazione Lorenzo Valla pubblica in tre grandi volumi, quanto gli uomini hanno sognato, fantasticato, simboleggiato, pensato attorno alla figura del Cristo, dalle origini cristiane sino alla fine del Medioevo. Il primo volume, dedicato alle origini cristiane, «ha la freschezza della vita, la tenerezza di ciò che è appena nato, il fascino di una meta raggiunta dopo molte fatiche». Il panorama è immensamente più vario di quanto oggi crederemmo: sia nella grande chiesa sia nei gruppi eretici, fioriscono le idee e i simboli più straordinari. Per alcuni giudeo-cristiani, il Cristo è un angelo: non ha concepimento né nascita sensibile; non conosce infanzia né adolescenza, né battesimo né tentazioni. Per gli Elcasaiti, Cristo ha attraversato tutte le età per poterle santificare: è stato generato molte volte nella storia della salvezza, passando da una nascita all’altra e da un corpo all’altro, e rimanendo lo stesso attraverso le sue successive incarnazioni. Per gli Ofiti, Gesù è stato generato con l’intervento di un personaggio femminile, Sophia, che talvolta appare come sua sorella e sua sposa. Per i Valentiniani, il Cristo, impassibile Figlio di Dio, nell’imminenza della morte abbandona Gesù, che è soltanto un figlio dell’uomo e muore sulla croce. Per i Monarchiani, Cristo non è né Dio né Figlio di Dio, ma un puro uomo adottato da Dio. Per Basilide, chi sali sulla croce fu Simone, che assunse le apparenze di Gesù, mentre Gesù si era trasformato in Simone e stando vicino alla croce irrideva i crocifissori. Un tema divide drammaticamente tutte queste interpretazioni. Il Figlio di Dio ha conosciuto due scandali: quello della incarnazione e quello della croce? Da un lato, secondo la gnosi la carne è incapace di salvezza; dall’altro, la grande chiesa rivendica la salute della carne. «Se la carne non avesse dovuto essere salvata, il Verbo di Dio non si sarebbe fatto carne», dice Ireneo; «questa carne soffusa di sangue, impiantata nelle ossa, intessuta di nervi, aggrovigliata di vene, che sa nascere e morire», dice Tertulliano. L’ultima parola è forse quella di Melitone: «Cristo è tutto: in quanto giudica Legge, in quanto insegna Logos, in quanto salva Grazia, in quanto genera Padre, in quanto è generato Figlio, in quanto patisce pecora, in quanto è sepolto uomo, in quanto risorge Dio». ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381