Il castello di Racconigi. AA. VV.. Allemandi, 2007.
€12,00
➤ Guida alle parti del libro (termini tecnici e condizioni)
Solo 1 pezzi disponibili
Allemandi (Le grandi residenze sabaude); 2007; 8842215872; Rilegato con titoli al piatto e dorso; 34,5 x 25 cm; pp. 79; Presentazione di F. Pernice. Testi di M. Macera, R. Vitiello, Ida Gianelli, Claudia Bertolotto. Volume illustrato a col. e b./n. Numerose fotografie.; Presenta minimi segni d’uso, interno senza scritte; Molto buono, (come da foto). ; La «casa dei re»: la storia, le collezioni e gli arredi di una delle residenze sabaude più amate e visitate del Piemonte. Nato come dimora fortificata e passato nei secoli attraverso numerosi lavori di ampliamento e restauro, il Castello di Racconigi è legato alla figura di Carlo Alberto. Fu il giovane principe, appena designato erede al trono, a trasferirsi nel palazzo quasi abbandonato dopo i fasti settecenteschi e a sceglierlo come rifugio per le sue giornate di attesa e preparazione al ruolo di sovrano. E fu lo stesso re, salito al trono nel 1831, a preferire il Castello di Racconigi alle più ricche residenze di Venaria e Stupinigi come sede delle «reali villeggiature». Meno spettacolare di altre regge sabaude, Racconigi era sicuramente più adatta a ospitare una Corte ormai semplificata rispetto alla magnificenza settecentesca, ma la sua nuova destinazione a residenza reale andava inaugurata attraverso un progetto di ampliamento che ne fosse all’altezza. Così, a partire dal 1832, l’aggiunta di due nuove ali, la costruzione della Corte d’Onore prospiciente l’edificio e la nomina dell’architetto e pittore Pelagio Palagi per la creazione della monumentale cancellata, per la progettazione degli arredi, degli apparati decorativi e dei rimodernamenti interni, trasfigurarono la fastosa villa di un tempo nel castello reale. Anche il parco si trasformò e divenne spazio di sperimentazione, nel quale gli elementi decorativi del giardino, gli specchi d’acqua, i boschetti e le piante esotiche, si combinavano con la funzione produttiva delle serre e della cascina Margaria. La vita e l’etichetta di Corte invasero così le stanze e i giardini del castello, ora continuamente animati da feste, banchetti, cerimonie ufficiali, scandali, e battute di caccia. I lavori novecenteschi e la regolare frequentazione del castello, amato dalla famiglia reale per la sua dimensione tranquilla e agiata, ne ha preservato il valore durante tutto lo scorso secolo, aggiungendo alle sue bellezz architettoniche e alla preziosa collezione di dipinti, sculture e arredi che custodisce, il fascino speciale di luogo amato, abitato e dedicato alla sfera privata della più pubblica tra le famiglie. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381






