Il cacciatore. Cassola Carlo. Einaudi, 1979.
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Einaudi (Nuovi Coralli 174); 1978; Noisbn; Copertina flessibile ; 19,5 x 11,5 cm; pp. 196; ; Segni del tempo alla copertina (imperfezioni, fioriture), interno pulito e senza scritte, lievemente brunito; Accettabile (come da foto). ; Apparso nel 1964, questo romanzo segna una svolta precisa nella narrativa di Cassola. Lo scrittore veniva dal successo della Ragazza di Bube e di Un cuore arido, ma dichiarava di non ricollegarsi a quelle prove fortunate, quanto piuttosto ai modi del suo esordio: immagini essenziali affidate a poche righe, la rinuncia alla trama, all’analisi psicologica per tentare di restituire la vita cosí com’è, i semplici fatti dell’esistenza, questo «rumore sempre uguale che non stanca mai». Siamo negli anni della Grande Guerra, in un paese della Maremma tra Cecina e Bolgheri. Alfredo, il cacciatore del titolo, vive con la madre, trascorrendo per lo piú il suo tempo nei campi, per i colli. È un solitario, che trova un appagamento tra istintivo e fantastico nel libero vagabondaggio per la campagna. Con le donne i suoi rapporti sono fuggevoli. La sua stessa virilità lo condanna alla solitudine: se ne renderà conto anche Nelly, la ragazza indifesa che rimarrà sua vittima. Piú che dalla storia in se stessa, è dalle immagini di un mondo perduto che si sprigiona quel senso struggente della vita che Cassola mira ad esprimere. Alfredo a caccia, o soldato a Roma; Nelly intenta alle sue umili faccende o in compagnia delle amiche, i contadini, la presenza limpida e ariosa del paesaggio, sono come una filigrana da leggere in trasparenza per intendere il senso piú riposto del libro. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381





