Descrizione
Einaudi (Struzzi 199.); 1979; Noisbn; Copertina flessibile ; 19,5 x 11,5 cm; pp. XIX-1201; Introduzione di Anton Reininger. Traduzione di Clara Bovero, Laura Mancinelli, Anita Rho.; Presenta segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno senza scritte, lievemente brunito; Accettabile (come da foto). ; Doderer si colloca nella tradizione antidealistica mitteleuropea, opponendosi alle grandi sintesi astratte che sacrificano l’individuale. Critico verso la tecnica e la civiltà di massa, condivide il pessimismo culturale di pensatori come Klages e Spengler. Per lui, l’io deve aprirsi alla realtà, non imporle visioni soggettive: i “demoni” sono proprio gli ideologi che deformano il mondo secondo desideri frustrati. Pur credendo in un ordine naturale e provvidenziale, Doderer riconosce la frattura tra le aspirazioni umane e la società moderna, vissuta come estraniazione. Il romanzo ricompone questa tensione con una struttura stilistica rigorosa, creando un cosmo sociale viennese degli anni ’20, dove una moltitudine di personaggi si intreccia in modo imprevedibile. La Vienna descritta è concreta e minuziosa, con una topografia che diventa parte integrante della narrazione. Il racconto si concentra su alcune date, in particolare il 15 luglio 1927, giorno di scontri storici che coincidono con svolte nei destini dei protagonisti. Seguendo i loro movimenti, Doderer costruisce una visione totale della città. L’opera rappresenta l’epilogo della grande narrativa austro-ungarica, erede di Musil e Broch, ma si distingue dalla letteratura d’avanguardia per la sua vitalità, ricchezza poetica e padronanza nel gestire una folla di personaggi. I demoni è una risposta personale all’alienazione moderna, capace di offrire una forza consolatrice e un mondo narrativo pieno di colori e vita. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.





