Guido Gozzano nei miei ricordi. Edizione del Cinquantenario. Edvige Gatti. Ruata, 1967.
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Ruata (collana No.); 1967; Noisbn; Copertina flessibile ; 21,5 x 15 cm; pp. 89; Foto e illustrazioni b/n nel testo e fuori testo.; segni d’uso con piccole imperfezioni alla copertina, interno ottimo; Buono (come da foto). ; Per Edvige Gatti fanciulla gentile e romantica, anima generosa ed entusiasta, nelle cui vene scorre sangue di virtuosi della musica e della poesia, la luminosa meteora apparsa nella primavera del 1907 all’orizzonte della poesia italiana, fu una personale rivelazione. Nessun’altra poesia, per bella che fosse, era mai riuscita ad entusiasmarla quanto i maliosi distici de la «Via del Rifugio». Ella aveva finalmente trovato il suo Poeta, quello al quale maggiormente si sente il bisogno di ritornare come ad una fonte, quando l’anima ha sete di raccoglimento e di sogno. Il giovane Poeta, già circonfuso dalla gloria, ma purtroppo già preso «nella tela di ragno che ha per ragno la Morte » divenne per lei un idolo. Non cercò mai di avvicinarlo: non ne avrebbe avuto il coraggio. Lo sentiva troppo in alto, lo vedeva come immaterializzato, come una divinità alla quale segretamente s’innalzano gli slanci di una adorazione che non ha nulla di terreno. Si accontentava di vederlo qualche volta di lontano (che batticuori allora!), di parlarne in famiglia e con le amiche, di sentirne parlare in casa Vauthier da Don Giocondo Fino, squisito musicista parente ed amico del Poeta. E così ella venne a sapere tutto di lui e prese ad amare anche tutte le ignote persone che lo amavano, persino le donne che gli avevano dato ispirazione per la sua Poesia. Leggeva, rileggeva i suoi versi sino ad esaltarsene, a sentirsi ora Marta, ora Graziella, ora Carlotta, a vivere già, in sogno, al «Meleto»; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.








