Don Chisciotte della Mancia. Cervantes Miguel de. Mondadori, 1983.
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Mondadori (La rosa d’oro.); 1983; Noisbn; Rilegato con titoli al piatto e dorso; 29 x 23 cm; pp. 119; Traduzione di Ferdinando Carlesi. Illustrazioni di Jean-Paul Colbus. ; Presenta leggeri segni d’uso (piccole imperfezioni agli angoli), interno senza scritte, volume saldo, lievemente brunito; Buono, (come da foto). ; Fra i molti romanzi cavallereschi della tradizione spagnola, il Don Chisciotte della Mancia si distingue per il suo umorismo tragicomico e per l’invenzione inesauribile che lo ha reso l’unico a conservare una popolarità intatta. È diventato un classico per ragazzi, anche se Cervantes non pensava affatto a un pubblico giovane: prova che ogni buon libro parla a tutti, se davvero è buono. Ai lettori più giovani vale la pena ricordare di non fermarsi agli aspetti grotteschi: il cavaliere con l’elmo-bacinella, lo scudiero timoroso, le cariche contro mulini e greggi. Dietro le scene comiche c’è un personaggio che non è semplicemente folle, ma animato da un ideale che lo spinge oltre il ridicolo e oltre la paura. Si ride, ma poi ci si accorge che la sua ostinazione visionaria è una forma di coraggio, e che le sue utopie hanno una verità più profonda delle sconfitte che subisce. Cervantes, nato nel 1547, fu soldato e avventuriero: combatté a Lepanto, fu prigioniero ad Algeri, tentò più volte la fuga, visse difficoltà e imprese che potrebbero riempire un romanzo. Solo nel 1605, ormai quasi sessantenne, scrisse il suo capolavoro, frutto di una vita trascorsa tra ideali altissimi e dure prove reali. Morì a Madrid nel 1616.; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381







