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Divina Commedia. Le visione di Dorè, Scamuzza, Nattini. Stefano Roffi (a cura di). Silvana, 2012.

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Silvana (Catalogo della mostra Mamiano di Traversetolo, 31 marzo-1 luglio 2012); 2012; Noisbn; Copertina flessibile con risvolti ; 28 x 23,5 cm; pp. 335; A cura di Stefano Roffi. Volume illustrato a col. e b./n. Numerose fotografie anche a piena pagina.; Presenta minimi segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), interno senza scritte; Molto buono, (come da foto). ; Il volume esplora le principali interpretazioni figurative della Divina Commedia tra Ottocento e Novecento, presentando le “visioni” di tre grandi illustratori. Francesco Scaramuzza (1803-1886) offre una resa iconografica estremamente fedele al testo dantesco, apprezzata per naturalezza e precisione. Gustave Doré (1832-1883), più noto al grande pubblico, interpreta l’opera con incisioni dai toni forti e drammatici, privilegiando atmosfere cupe anche oltre l’Inferno. Amos Nattini (1892-1985), attivo nel Novecento e sostenuto da D’Annunzio, realizza cento tavole di gusto quasi fantastico, caratterizzate da delicatezza e sospensione. Il catalogo include inoltre un saggio sull’evoluzione dell’illustrazione dantesca nei secoli e contributi dedicati ai tre artisti. Sommario: La Divina Commedia nelle visioni di Dore, Scaramuzza, Nattini. Introduzione e struttura dell’oltretomba dantesco (Stefano Roffi). “Agguagliar figurando”. L’illustrazione della Divina Commedia attraverso i secoli (Emanuele Bardazzi, Francesco Parisi). Catalogo; La legende Dore (Mauro Carrera). “Un amore che quasi tocca il delirio”. Scaramuzza e l’ispirazione dantesca (Anna Mavilla). Amos Nattini: “pittore degli spiriti” e poeta della natura (Cinzia Cassinari). Bibliografia di riferimento. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.