Diario di una scuola di campagna. Giovanni D’Alberto. Demos, 1954.

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Demos (Quaderni de il “Centro”. Centro didattico naz. di studi e documentazione Firenze); 1954; Noisbn; Copertina flessibile ; 21,5 x 15 cm; pp. 102; Volume con ill. b./n. ; Presenta leggeri segni d’uso e del tempo (piccole imperfezioni), interno senza scritte, lievemente brunito; Buono (come da foto). ; ORIGINE DI UN DIARIO Dopo la prima visita da me fatta alla pluriclasse del maestro Giovanni D’Alberto a Valli di Bolzano (Belluno) avendo scorto nel suo modo di fare scuola una originalità sana, forte e costruttrice rivolta a valorizzare le forze spontance del fanciullo, lo invitai ad annotare diligentemente nella cronaca la vita della sua scuola. Mi interessava seguirla anche a distanza, sicura che dalla esperienza del maestro avrei tratto elementi utili anche agli insegnanti delle monoclassi. Volonteroso, appassionato per il suo insegnamento, D’Alberto accolse volentieri il mio invito. Nacque così la cronaca che ora viene messa i disposizione di tutti i maestri d’Italia. E’ un documento rivelatore di quel che può l’azione di un maestro quando nel suo lavoro è presente, oltre il programma da svolgere, la vita che i suoi alunni vivono nella famiglia e nel paese. Quella dei ragazzi di Valli di Bolzano si svolge in un ambiente montanaro alpestre e solitario; la scuola ne rivela le consuetudini, il travaglio quotidiano, le ore liete e le tristi: vita di scuola e vita di famiglia si fondono, divengono quasi un fatto unico, con aspetti che reciprocamente si vivificano. Nello sfondo delle vicende umane di Valli vive la natura, la natura a un tempo selvaggia e delicata, testimone o ispiratrice del lavoro dei grandi e dei piccoli, lavoro che è sempre interessante, fatto con semplicità e con gioiosità, sicchè leggendo quanto annotano i ragazzi par di risalive nei secoli verso la primitiva civiltà dell’uomo, nei suoi rapporti ancora intatti con le forze naturali. Nessuna pagina descrittiva di quei luoghi ne ha mai reso con tanta semplicità ed efficacia la bellezza e la poesia, come hanno saputo fare i piccoli montanari di D’Alberto. Perchè? ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.