Descrizione
Feltrinelli (I Narratori 255); 1979; Noisbn; Copertina flessibile; 20 x 12,5 cm; pp. 484; ; segni d’uso e del tempo alla copertina, interno buono, volume lievemente brunito; Buono (come da foto). ; Questo Diario inedito dell’autrice di Una donna inizia il 21 gennaio 1945 e termina il 2 gennaio 1960, undici giorni prima della morte di Sibilla Aleramo. Esso ripercorre per intero l’itinerario della storia della Sibilla di quegli anni. “Un flusso irrefrenabile di vita. E di volontà di resistenza continua, continua…” Attraverso i ricordi e spesso inserendo lettere sue o di alcuni uomini della sua vita, la scrittrice rievoca gli amori vissuti. Accanto a nomi noti, altri meno noti: Felice Damiani, Giovanni Cena, Cardarelli, Papini, il ragazzo Joe, Vincenzo Gerace, Umberto Boccioni, Michele Cascella, Giovanni Boine, Raffaello Franchi, Dino Campana, Giovanni M., Endimione, Giulio Parise, Enrico Emanuelli, Quasimodo, fino all’ultimo amore di Sibilla Aleramo per il giovane poeta ventenne Franco Matacotta (l’Aleramo aveva allora sessant’anni). Del tutto inedita la passione, che la strappò a Cena, per Lina P., la “fanciulla maschia” che le ispirò La favola de II Passaggio. Tutti questi rapporti nascono da un bisogno d’amore appassionato (“derivatomi in parte da mia madre e in parte dalla perpetua nostalgia del figlio”) che si scontra con “la fatale sterilità del maschio”, come annota l’Aleramo citando Virginia Woolf. Siamo dunque ben lungi dal noto luogo comune che fa dell’Aleramo “una divoratrice di sesso”. Quando finalmente si sarà per sempre liberata dal bisogno d’amore “verso un singolo uomo”, l’Aleramo vivrà la sua ultima generosa grande passione, che a volte peccherà di ingenua retorica, iscrivendosi al P.C.I. Moltissime pagine del Diario sono dedicate a incontri con personaggi della politica e della cultura: Saba, Ungaretti, Togliatti, Concetto Marchesi, Pavese, Luchino Visconti, Fausta Cialente, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Carmilla Ravera, Anna Banti, Eluard, Cocteau, Zavattini, Vittorini, Croce, Guttuso, Moravia, Joyce, Giacomo Debenedetti, Ingrao, Saba, Emilio Cecchi, Nilde Jotti, Rita Montagnana, Carlo Sforza, ecc. Incontri rapidi o meno occasionali che insieme ai momenti vissuti (fine della guerra, referendum della repubblica, attentato a Togliatti, riunioni del salotto Bellonci, premi letterari) ricreano il clima politico e culturale di quegli anni. La scrittrice vive con orgoglio la povertà che l’affliggerà costantemente: spenderà gli ultimi spiccioli per comperare un ramo di mimosa. L’Aleramo invecchia con grazia, un occhio rivolto alla bellezza passata, l’altro ancora attento alla pettinatura, alla camicetta ricavata da un vecchio vestito dell’amica, ai complimenti per il suo bell’aspetto. Lotta caparbiamente contro la solitudine e le ricorrenti crisi depressive. L’età inoltrata non le impedirà fino a pochi giorni prima di morire di viaggiare, incontrare amici, scrivere lettere e annotare infaticabilmente questo Diario, intensissima testimonianza di vita. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.





