Dall’esilio. Lettere. Giovanni Crisostomo. Jaca Book, 1976.
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Jaca Book (Già e non ancora); 1976; Noisbn; Copertina flessibile con risvolti; 23 x 15 cm; pp. 297; A cura di Raffaella Callegari. ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (piccole imperfezioni), dorso con segni di lettura, ex libris, interno con rari trattini a matita, note sempre a matita all’ultima pagina bianca, volume brunito; Buono (come da foto). ; Giovanni Crisostomo si distingue per la capacità di comprendere e di comunicare. Qui sta la ragione prima del fascino che esercitò sui contemporanei e sulle anime religiose ed effusive, come John Henry Newman, che l’hanno accostato lungo i secoli. Tale capacità si esprime con molto vigore nelle omelie, che debbono essere lette pensando alla disposizione e alle reazioni degli ascoltatori, come un dialogo tra il maestro e i discepoli. In queste lettere il dialogo avviene «a distanza». Non più tra il vescovo e la folla dei fedeli, ma tra un esule, soggetto alle più varie disavventure, e alcune persone care che ne sentono la lontananza. L’esule parla di sé con semplicità, raccontando i disturbi della cattiva salute o il trattamento ingiusto subito per opera degli accompagnatori; vengono anche descritti i personaggi via via incontrati. Crisostomo, in queste lettere, insegna non già spiegando le scritture, ma con le sue riflessioni sulla provvidenza e sul dolore: in particolare con la sua incapacità di recriminare contro i persecutori e con la sua fiducia nel futuro senza ombre. Il suo cammino verso un esilio sempre più aspro risulta così il cammino della speranza. ;








