Crevacuore. Antico marchesato e borgo di confine. Sara Bruno. Tipolitografia di Borgosesia, 2001.

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Tipolitografia di Borgosesia; 2001; Noisbn; Rilegato con titoli a dorso e piatto ; 31 x 22 cm; pp. 261; Prima edizione. Numerose fotografie a col. e b/n nel testo e fuori testo.; leggeri segni d’uso alla copertina che presenta minuscole imperfezioni al dorso, interno ottimo; Buono (come da foto). ; Le tante anime di Crevacuore, aristocratica come capoluogo di marchesato, autonoma nel gestire le istituzioni comunali e valligiane, sede di un potere vicino nello spazio ma originato altrove, e ufficializzato nei secoli dalla lontana Curia pontificia di Roma, riprendono voce e senso in questa preziosa monografia. Avviata, sostenuta e verificata nell’evolversi del testo e nella scelta delle immagini dalla collaborazione fra DocBi e Società Valsesiana di Cultura, l’opera della giovane studiosa Sara Bruno coniuga la passione della ricerca storica con il rigore metodologico di catalogazione, lettura, interpretazione dei documenti d’archivio. Per lo più inediti e quindi distribuiti nel testo con diverse intensità, quantitativa e qualitativa, entro lo scorrere di una storia recitata da protagonisti gia noti e da comprimari o comparse che per la prima volta ritornano a noi quasi affacciandosi, dal passato al nostro presente, da quell’elegante finestra gotica aperta sul cielo Una società operosa e dinamica, attrezzata mentalmente e concretamente per vivere e svilupparsi in un territorio povero di risorse materiali, aperta agli scambi commerciali e culturali, valorizzò la sua posizione di confine secolare con entita geopolitiche diverse: Biellese, alto Vercellese, Valsesia, senza subirne le specificità. La condizione signorile, i rapporti e le dipendenze del Marchesato dal Principato di Masserano, non incisero in negativo sul tessuto socio-economico di Crevacuore, che mantenne una sua identità prestigiosa, istituzionale e burocratica, ancora leggibile nell’impianto urbanistico, nelle case e nelle chiese, senza rinunciare a uno sviluppo proprio, autogestito, degli enti civici locali, delle associa zioni di categoria e soprattutto delle confraternite, insediate nella chiesa parrocchiale e negli oratori Proprio l’attenzione rivolta all’oratorio urbano dei SS. Bernardino e Marta, intrapresa con cretamente dal DocBi e partecipata dalla Società Valsesiana di Cultura alcuni anni fa, e concentrata inizialmente sul recupero materiale e culturale dell’edificio, arricchito all’interno dagli affreschi dei valsesiani Peracino, è stata la partenza dell’indagine documentaria e bibliografica presentata in questo volume. Sintesi di un lavoro capillare e profondo, ampliato sulla storia della comunità di Crevacuore dal Medioevo al periodo napoleonico – prima dei cambiamenti politici ed economici del XIX e XX secolo fornito di un denso apparato di note per ogni capitolo, e di un’Appendice documentaria che di per sé è un te sto, il volume è certamente destinato a durare e a stimolare ulteriori prospettive di ricerca e di attenzione a un territorio di transito e di frontiera che ebbe una sua storia particolare: ospitare un potere nobiliare che dai percorsi di confine era motivato e pure insidiato, collocato sull’altura di un castello che non c’è più, sovrastante il borgo ove vissero e operarono uomini che si sentivano “cittadini” più che sudditi Significativamente, poiché i luoghi in cui si manifesta il fervore di vita comunitaria sono quelli più duraturi, caratterizzati dal Sacro: dalla chiesa parrocchiale, agli oratori interni ed esterni al borgo, dall’antica matrice della Madonna della Serra al settecentesco Santuario della Madonna della Fontana, la storia vissuta dalla gente di Crevacuore è stata ricostruita da Sara Bruno entro e intorno ai luoghi di culto, confrontando gli scritti con i manufatti, l’esistente con l’originale, le assenze di oggi con le presenze di ieri. L’accuratezza editoriale del volume cattura il lettore già dalla copertina: la finestra gotica in campo nero su fondo azzurro quasi un richiamo araldico alla storia di Crevacuore sovrasta immagini di arte sacra, le più frequenti ancor oggi come fonte storica visiva. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.