Costantinopoli, nascita di una capitale (330-451). Dagron Gilbert. Einaudi, 1991.
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Einaudi (Biblioteca di cultura storica 186); 1981; 8806125540; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 21,5 x 16 cm; pp. XIV-486; Traduzione di Aldo Serafini. Prima edizione nella collana. Volume illustrato con 12 tavole a col. e b/n fuori testo; Presenta severi segni d’uso alla sovracoperta, volume saldo, interno pulito e senza scritte; Buono (come da foto).; Costantino, dopo la vittoria di Crisopoli, decide di fondare una città che porti il suo nome: la scelta cade sull’antica Bisanzio, punto strategico tra Occidente e Oriente. Così nasce, intorno al 330, Costantinopoli. Fin dall’inizio la città è concepita come un prolungamento di Roma: mura monumentali, un senato destinato a formare una nuova classe dirigente, una prefettura che anticipa lo sviluppo urbano, un Circo-Ippodromo che trasforma la popolazione locale in populus romanus. Costantino proietta verso Oriente le istituzioni romane, riaprendo la dialettica tra i due mondi. Costantinopoli non nasce per sostituire Roma, ma per esserne l’avamposto cristiano: la Via Egnazia e la Mese diventano il cordone ombelicale che collega il Palazzo alla capitale storica dell’Impero. Con il consolidarsi dell’autorità della nuova città, il progetto originario si arricchisce di contenuti e sotto le antiche istituzioni si sviluppa una realtà nuova. Gilbert Dagron ricostruisce con precisione la formazione e l’evoluzione delle istituzioni civili e religiose della città, misurando le difficoltà della trasposizione del modello romano e i rischi delle sue trasformazioni. Ne emerge il ritratto della prima grande città del Medioevo, destinata — dal Concilio di Calcedonia del 451 in poi — a diventare l’unica vera rivale di Roma. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita.








