Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza. Charles L. de Montesquieu. Rizzoli, 2001.

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Rizzoli (Bur Classici L1364); 2001; 9788817125093; Copertina flessibile ; 18 x 11 cm; pp. 249; A cura di D. Monda.; sottolineature e note a matita nel testo, leggeri segni d’uso alla copertina; Buono (come da foto). ; Opera storica d’importanza fondamentale non solo per l’Europa dei Lumi, le Considerazioni furono date alle stampe, anonime, nel 1734 e vennero dapprima accolte in Francia senza troppo entusiamo. Ben più che sui meri fatti dell’antica Roma, che peraltro l’ha sempre incuriosito e affascinato, il philosophe di La Brède si concentra qui sulla loro portata politica e, più ancora, sulla lezione di filosofia della storia che da essi si può evincere. Con acume davvero mirabile d’Alembert definì questo testo «una storia romana ad uso degli statisti e dei filosofi»: essa avrebbe giovato ai primi esortandoli a meditare sulla storia “da filosofi”, e ai secondi invitandoli a prestare maggiore attenzione ai fatti nella loro concretezza. La concezione del divenire storico che emerge da queste pagine vivide e inimitabili è indubbiamente ciclica: decadenza e corruzione costituiscono il destino inevitabile di ogni Stato, a prescindere dalla sua effettiva validità. Si tratta di una visione non certo ottimistica, e che appare ben lontana, fra l’altro, dagli ideali progressisti prevalenti nell’età dell’illuminismo. Di grande attualità pare poi la tesi secondo cui la dialettica politica interna a ogni Stato è sempre elemento determinante per la sua libertà, valore che a Montesquieu stava a cuore più di ogni altro: Roma fu libera sino a quando più forze politiche lottarono per il bene comune, e divenne invece schiava allorché si lasciò vincere da un regime demagogico e avvilente ;