Capire l’arte Come riconoscerla, perchè amarla. Zecchi Stefano. Mondadori, 1999.

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Descrizione

Mondadori (Saggi.); 1999; 9788804470601 ; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta; 23 x 15 cm; pp. 166; Prima edizione. Volume riccamente illustrato, con 30 tavv. a col. f.t. ; Presenta leggeri segni d’uso ai bordi (senza mancanze nè lacerazioni), interno senza scritte, exlibris alla prima pagina, imperfezione (abrasione) alla terza di copertina; Buono, (come da foto). ; Cos’è l’arte? Perché accompagna la storia dell’uomo? A cosa serve e come si riconosce? Perché a volte è figurativa, altre astratta? Perché può apparire incomprensibile o provocatoria? Cosa unisce due capolavori come la Gioconda di Leonardo e un’opera di Andy Warhol? Sono domande che sorgono con spontaneità in tutti coloro che entrano in un museo o in una galleria, che si soffermano durante un viaggio ad ammirare i monumenti di una città. Spesso le risposte che ci vengono date non vanno al di là di una lettura superficiale, legata agli aneddoti sull’opera, alle vicende del suo autore, ai luoghi comuni dell’epoca in cui venne eseguita. Per apprezzare e capire davvero l’arte bisogna invece imparare a riconoscere gli stili, a distinguere il linguaggio gotico da quello barocco, il moderno dal postmoderno, a comprendere la differenza tra bellezza e gusto, a cogliere il segreto della prospettiva e del canone. Ma è bene anche sapere cosa sono un affresco e una tempera, un acquerello e un’incisione, cos’è il colore e, persino, come si muove il mercato dell’arte. Nel suo nuovo libro Stefano Zecchi suggerisce il modo di avvicinarsi alle singole opere per scoprirne il significato e il valore, comprenderne la tecnica e la forma. Dalle prime testimonianze della creatività dell’uomo nelle grotte di Altamira agli esiti più celebri della cultura rinascimentale, fino alle esperienze più recenti: è un lungo e ricco cammino che l’autore ripercorre, illustrando i capolavori di ieri e di oggi, per fornire risposte semplici a questioni complesse, ma anche per liberarci da tanti stereotipi. Per renderci familiare un mondo che affascina e che, sempre più spesso, sconcerta.;