Descrizione
Feltrinelli; 1959; Noisbn; Rilegato con titoli al piatto e dorso e cofanetto; 21 x 13,5 cm; pp. 272; Traduzione di S. D’Angelo. Prima edizione. 54 ill. fuori testo in nero e a colori; firma di proprietà alla porta, leggeri segni d’uso al cofanetto, interno buono; Buono (come da foto). ; “Le poesie disperse lungo tutti gli anni della mia vita e raccolte in questo libro sono i gradi preparatori del Dottor Živago, la mia fatica principale, piú importante, l’unica di cui non mi vergogno, di cui rispondo senza paura. Ed è perché servano di introduzione al romanzo, che io qui le ristampo, ” Questo libro è infatti composto di un lungo saggio introduttivo, a carattere autobiografico, e di una trentina di poesie, tra le quali fanno spicco almeno due importanti poemetti. Ma è anch’esso interpretabile con la formula, che già Pasternak usò per lo Živago, di “romanzo in prosa con appendice poetica” secondo ben noti echi puškiniani. E in realtà di una autobiografia in prosa e in poesia si tratta, con una fitta rete di rispondenze e di richiami tra le due parti del volume, che ne fanno una opera complessa e vivissima, da la-sciar stupefatti per l’abilità del concertato e del contrappunto. All’epoca in cui in tutta la Russia era vivissima l’attesa per l’imminente uscita del Dottor Živago, il libro fu progettato, su richiesta della Casa editrice sovietica di Stato, come una sorta di passaporto o nuovo ” Salvacondotto ” (il richiamo a quello scritto alla fine degli anni venti dallo stesso Pasternak è esplicito) del poeta ritornato tra i vivi da un lungo periodo di isolamento e di solitudine. Era dal 1948 che non si pubblicava piú niente di Pasternak, ed ora, oltre al romanzo, si annunciavano numerose iniziative per riportare alla ribalta il poeta. Ma piú tardi, considerazioni di opportunità politica costrinsero la casa editrice a rifiutare la pubblicazione del romanzo; e anche il progettato libro misto di prose e poesie a carattere autobiografico andò a monte. Continuò però a circolare il solo saggio introduttivo, sotto forma di abbozzo d’autobiografia, e con una diversa e succinta conclusione. È appunto questa seconda e parziale redazione che è stata pubblicata in Francia. L’editore italiano pubblica invece l’intero libro, come fu originariamente pensato da Pasternak e dai redattori della Casa editrice sovietica di Stato. Varrà la pena di notare che la presente traduzione italiana, piú fedele e puntuale, ha in molti punti emendato la traduzione francese. In particolare, l’attenzione del lettore sarà certamente richiamata alla cosiddetta “seconda conclusione,” finalmente restituita al suo vero significato: con risultati che gettano una luce nuova sul senso non solo di questo libro, ma anche dello stesso Dottor Zivago. Riccamente illustrato da un’intera galleria di ritratti, da una selva di documenti autentici, da un’iconografia puntuale e originale che serve a commentare e a completare il quadro, in queste pagine offerto con insuperabile vivezza, del periodo piú affascinante della letteratura russa del Novecento, il libro va tuttavia letto non tanto come la storia di un cinquantennio, quanto come una confessione privata, il lucido tracciato d’una carriera poetica.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.





