Althenopis. Ramondino Fabrizia. Einaudi, 1981.

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Einaudi (Nuovi Coralli 297.); 1981; Noisbn; Copertina flessibile ; 19,5 x 12 cm; pp. 268; Seconda edizione.; Presenta segni d’uso e del tempo ai piatti (piccole imperfezioni), interno ottimo e senza scritte; Buono, (come da foto). ; In un paese di mare approda, in tempo di guerra, una famiglia, tre ragazzi e la madre; la madre, amara, oppressa da preoccupazioni finanziarie, delusa nelle ambizioni e negli affetti, passa le giornate in camera, con una pezzuola imbevuta d’aceto sulla fronte dolente; la nonna, «eretta e rapida», vestita di nero, «impeto e altezza», ha sperperato il patrimonio famigliare, ha un passato oscuro di disordini e stravaganze, e si alza la notte per cucinare cibi che non piacciono a nessuno. I ragazzi vivono nel paese in piena libertà; hanno come compagni i figli dei contadini e a volte i ricchi abitanti delle ville. Il paese non è lontano dalla città, Althénopis: cosí era chiamata Napoli dai tedeschi durante l’occupazione: essi erano rimasti delusi al vederla, e la dissero «althénopis», cioè «occhio di vecchia». Poi la fine della guerra e nuove vicissitudini famigliari spazzano via dalla vita dei ragazzi lo scenario del paese e d’un tratto si spegne quell’alta luce di bianco sole che vi regnava; in quell’alta luce, unica zona d’ombra era la madre con i suoi crucci segreti. Ed ecco Althénopis, la grande città che la guerra ha sfasciato; i ragazzi sono ospitati presso parenti in case che stanno per essere disertate o vendute; sono case immerse nel buio, ingombre di vasellami e popolate d’una borghesia in disfacimento; e ora è la madre ad alzarsi la notte, di nascosto, nei salotti ricoperti di fodere dove il piccolo nucleo randagio è stato confinato, per cucinare ai figli cibi supplementari su un fornello a spirito. Althénopis è un racconto affollato di ragazzi e di donne. Rari sono gli uomini, e per lo piú femminei, o sfuggenti, o emarginati, o maniaci. Le donne sono forti; possono apparire pigre, sonnolente, pesanti, o stravaganti, allucinate, solitarie: ma la pigrizia non è in loro che un costume apparente e nasconde un’ansietà febbrile; solitudine e stravaganza sono la risposta appassionata e proterva a un mondo incomprensivo: vi si cela una generosa volontà di vivere, di prodigarsi agli altri e di essere se stesse. Ma Althénopis è soprattutto la storia d’un rapporto fra madre e figlia. La persona che dice «io» nel racconto, raduna eventi e figure della sua fanciullezza per ricercarvi la figura e il destino materno: quella che fu una zona d’ombra nelle sue giornate infantili; quella a cui non aveva dato, allora, che uno sguardo noncurante e sdegnoso. Era un’indifferenza apparente: e vi cresceva nascosta, sotterranea, fra crolli e devastazioni, una curiosità intensa, una struggente pietà. ; Scheda a cura di Equilibri libreria. L’immagine corrisponde alla copia in vendita. 011.83.90.381