All’incrocio per la vita. Una relazione terapeutica. Paola Terrile. La biblioteca di Vivarium, 2010.
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La biblioteca di Vivarium (Strumenti di lavoro / 40); 2010; Noisbn; Copertina flessibile con risvolti ; 21 x 14 cm; pp. 222; Dedica autografa alla prima pagina bianca. Prima edizione. ; minimi segni d’uso alla copertina, interno ottimo; Molto buono (come da foto). ; L’esplorazione della relazione psicoterapeutica “dall’interno” può apparire operazione difficile ed insidiosa, situata sul terreno scivoloso del limite tra ciò che si può esprimere con il linguaggio e ciò che invece appartiene al dominio dell’inconscio e può quindi essere espresso soltanto in maniera indiretta. Nella dinamica della relazione i vissuti emotivi, i pensieri ed i sentimenti dell’analista si intrecciano con quelli del paziente, in un movimento che appare ad un primo sguardo caotico e poco districabile, ma che costituisce l’impalcatura della cura. In questo libro l’Autrice, di formazione junghiana e quindi avvezza a servirsi di una metodologia aperta ad accogliere tutte le manifestazioni della psiche, comprese le più estreme ed inspiegabili, senza mai forzarle in schemi interpretativi rigidi, racconta la storia di una relazione analitica estremamente difficile, unica ma anche esemplare. In essa infatti la relazione terapeutica sembra impossibile, in quanto la sofferenza della paziente sembra chiudere in partenza ogni spazio relazio nale che non sia quello del conflitto estremo. La sfida è quella di costruire uno spazio di relazione e quindi di cura possibile, modificando metodologie ed allargando le maglie del ruolo analitico. In uno scenario dominato dalla sofferenza, dalla sfiducia e dal terrore del vivere della paziente, la costruzione della relazione di cura non può che essere complessa e poco lineare, una serie di “perturbazioni psicoterapeutiche ricche di colpi di scena e di pathos. Il racconto dà spazio alle situazioni conflittuali, amplificandole con il linguaggio della letteratura che è il più adatto a metterne a fuoco l’aspetto universalmente umano, e soprattutto mette in luce come l’evolversi di una relazione “difficile” costituisca anche la nascita e l’evolversi di un metodo, che dalla relazione stessa scaturisce. Il linguaggio del testo, impregnato di sentimenti che tentano di farsi pensieri anche quando l’urgenza dei sintomi li ostacola, rispecchia la lotta della paziente per sfuggire ad una situazione di blocco psichico; esprime al tempo stesso la posizione dell’analista, che accetta di stare il più possibile vicino alla sofferenza in cui l’altra si dibatte, ma al tempo stesso conserva un solido aggancio al di fuori di essa. Questo aggancio, che appare a volte minimo senza mai esserlo, è il fondamento della possibilità di cura. Ma prende forma e si svela nei suoi aspetti simbolici e concreti man mano che la coppia analitica nasce e si consolida, e che la paziente accetta infine di attraversare l’incrocio per la vita. ; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.






