Alla guida del CLNAI. Memorie per i figli. Alfredo Pizzoni. Einaudi, 1993.
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Einaudi; 1993; Noisbn; Rilegato con titoli al dorso, sovracoperta e astuccio illustrato; 23x 15 cm; pp. 328; 14 foto a col. e b/n fuori testo.; minimi segni d’uso all’astuccio, interno ottimo; Come nuovo, Molto buono, Buono, Accettabile (come da foto). ; Alfredo Pizzoni nasce a Cremona il 20 gennaio 1894. Viene educato da una famiglia colta, intelligente e rappresentativa della migliore ufficialità dell’esercito, al piacere dei rapporti umani, all’apprendimento delle lingue straniere e a rigorosi valori morali di rettitudine e di lealtà. Compiuto il liceo a Pavia, continua i suoi studi a Oxford e a Londra fino allo scoppio della prima guerra mondiale a cui, fieramente, partecipa come ufficiale dei bersaglieri ciclisti. Nel 1916 si guadagna la medaglia d’argento al valor militare. Viene fatto prigioniero, rimpatria, si aggrega al corpo di spedizione in Palestina del generale Allenby, quindi partecipa all’impresa di Fiume. Nel 1920 si laurea in giurisprudenza a Pavia. Entra nel Credito Italiano, dove inizia una brillante carriera che lo porterà, con responsabilità sempre maggiori, fino ai vertici dell’istituto. Nel 1922 sposa Barbara Longa: dal loro affettuoso sodalizio nasceranno cinque figli. Sono quelli gli anni in cui comincia a frequentare gruppi politici antifascisti e in cui matura la sua adesione al movimento «Giustizia e Libertà». Iniziano anni di contatti in Italia e all’estero con la rete piú vasta del movimento antifascista. Rinunciando agli esoneri cui aveva diritto, torna alle armi con il grado di maggiore dei bersaglieri nel secondo conflitto mondiale: nel 1942 merita la sua seconda medaglia al valore facendo naufragio con i suoi uomini durante il trasferimento sulla motonave Victoria verso il fronte africano. Congedato a seguito di un intervento chirurgico, durante il periodo 1943-45 partecipa attivamente alla Resistenza – il suo nome di battaglia è Pietro Longhi. Viene nominato presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia e in quella veste cura e dirige personalmente il delicato compito di finanziare l’insurrezione. Al termine della guerra, la sua audacia e la sua azione discreta saranno riconosciute con le piú alte onorificenze dei governi americano, francese e italiano. Eletto nel 1945 presidente del Credito Italiano, ricopre numerosi incarichi che ne fanno una fra le figure piú importanti della ricostruzione nazionale. Si spegne a 63 anni il 3 gennaio 1958.; L’immagine se disponibile, corrisponde alla copia in vendita.





